La scuola è incantesimo: momento di magia in cui l’incontro tra insegnante e studente cristallizza il tempo, è promessa d’immortalità nella misura in cui il tempo, fra quelle pareti, è sospeso in una meravigliosa compresenza di passato, presente e futuro.
Il presidente Giovanni Ceschi firma su L’Adige (10 settembre 2026) una riflessione su cosa significhi davvero fare scuola oggi; un promemoria per insegnanti e studenti su ciò che la scuola non dovrebbe mai diventare: palcoscenico di ideologie personali o prigione da cui evadere. Il dovere della scuola è quello di accogliere gli studenti in nuovi cortili di libertà.


