Ciak, da che parte si gira?

Un quotidiano locale ha pubblicato, pochi giorni fa, la notizia della “comparsata” di Francesca Gerosa sul set di ripresa di una serie televisiva sostenuta, come altre, in maniera piuttosto robusta da Trentino Film Commission e destinata a realizzare il sequel televisivo di una produzione di cui non facciamo menzione per rispettare lo stucchevole “segreto di Pulcinella” al quale, si legge, è stata costretta l’amministrazione cittadina.

Sempre curata ed elegante l’assessore all’istruzione, cultura, per i giovani e per le pari opportunità che, tra tanti impegni istituzionali, evidentemente ha trovato tempo e spazi giusti per sostenere con la propria presenza un momento che ha ritenuto, intuiamo, di spessore nel panorama culturale trentino; tanto da non sottrarsi al ciak virtuale delle macchine fotografiche assieme agli attori.

La stessa attenzione e la stessa eleganza purtroppo non sono state riservate alla proposta di Docet di partecipare a un dibattito pubblico (il 4 dicembre scorso) sul futuro ancora assai nebuloso della scuola trentina interessata dalle nuove proposte normative che dovrebbero disegnare, a veloci passi, il suo rinnovamento: all’invito dell’associazione, doveroso visto che Gerosa è la prima figura istituzionale in campo, non è stato riservato nemmeno il tempo di scrivere due righe o rispondere con un cortese diniego. L’assessore al confronto non ha partecipato, a differenza di quanto hanno fatto il suo ex omologo Mirko Bisesti e il consigliere provinciale Filippo Degasperi, girandosi dall’altra e preferendo rivolgersi a queste interessanti, coinvolgenti e soprattutto innocue iniziative.

In  vista del Natale anche Docet, che ha nei propri pensieri più la scuola che le serie televisive, nutre una speranza che rinasce dal cuore: quella di poter trovare un interlocutore reale, leale, rispettoso dei ruoli e delle rappresentanze di chi nella scuola lavora, si impegna perché diventi migliore, avanza proposte, non si sottrae al confronto, non lo strumentalizza e, preme sottolinearlo, dimostra il suo interesse e la propria presenza con i fatti.

Ma soprattutto non necessita di palcoscenici, ciak e flash per portare avanti i propri focus, ma di persone sinceramente convinte che la formazione dei giovani, la loro crescita, la maturazione del loro pensiero critico oltre che delle loro competenze umane e professionali siano il vero regalo (non solo di Natale) che l’autonomia, di cui pare nel nostro ambito di competenza si goda a giorni alterni, può fare ai cittadini trentini e all’istituzione scuola.

 

Docet, associazione insegnanti della provincia di Trento

 

#Docet #associazionedocenti #associazionedocenti #istruzione #scuola #scuolatrentina

Ultimi articoli

Stampa

Il regolamento scavalca scuola e Consiglio

Il mondo dell’istruzione viene ridotto a semplice massa di manovra, da gestire secondo un’impostazione di natura verticistica. Nei due interventi…
Stampa

Il Truman Show della scuola: gli insegnanti trentini lasciano il set

La quarta parete è lì lì per cadere Una scuola come un set. Pareti di cartone, regia dall’alto, attori che…
Stampa

Docet si congratula con AULA, neonata associazione studentesca del Trentino

DOCET apprende dalla stampa locale che mercoledì 30 settembre è nata AULA, nuova associazione studentesca del Trentino che intende «favorire…
Eventi, Proposte

Vademecum di autotutela: ne parliamo insieme il 9 ottobre

Non è sciopero della didattica, è tutela della professione Venerdì 9 ottobre, alle 17.30, al Teatro «Gigi Cona» di Gardolo,…
Stampa, Video

Scuola trentina al via: le priorità di Docet a Trentino TV

Il presidente di Docet, Giovanni Ceschi, è intervenuto a Trentino TV nella rubrica Filo Diretto sulle priorità della scuola.Nell’intervista Ceschi…