«Vogliamo provare tutte le strade del dialogo ma, qualora non ci fosse, non escludiamo nessun tipo di azione». A poco meno di un mese dalla prima campanella, il presidente di Docet annuncia la possibilità di portare in Trentino la mobilitazione altoatesina (che si è concretizzata con astensioni volontarie da gite, viaggi d’istruzione e attività extrascolastiche; ma l’associazione sta valutando anche altre azioni).
La sine qua non per evitare lo scontro? Non solo un migliore trattamento economico ma anche – e soprattutto – un tavolo su cui discutere del «problema di democraticità della scuola trentina» colpita da «una pressione verticistica e un asfissiante controllo condito da una narrazione distorsiva della realtà».
L’intervista di Paolo Fisichella è uscita su l’Adige mercoledì 19 agosto.

