l’Adige 09/01/2026
«Ancora una volta nessun dialogo»
Errori di contenuto ma anche (e soprattutto) di metodo. Questo il sunto del commento del professor Giovanni Ceschi, presidente dell’Associazione dei docenti del Trentino (Docet), in merito ai principali punti del programma di riforme della scuola di Gerosa.
«Va specificata innanzitutto una cosa – specifica Ceschi -: il dialogo che viene invocato è un dialogo di facciata. Gli Stati Generali servirebbero a riunire il mondo della scuola ma si chiederà conto di interventi che, nella sostanza, Gerosa intende approvare già nel giro di qualche settimana. Non c’è spazio per un reale dialogo, così come non c’è stato quando l’assessora non ha nemmeno risposto al nostro invito per un confronto sulla scuola svolto a inizio dicembre».
Ma il presidente entra anche nel merito: «Sullo sviluppo professionale dei docenti non abbiamo ancora avuto modo di leggere il ddl – spiega Ceschi – e mi sembra strano che i sindacati abbiano espresso un parere favorevole a scatola chiusa. Ad ogni modo per l’ennesima volta si tratta di una mossa non mediata con gli insegnanti e senza chiedere loro cosa ne pensano del proprio sviluppo professionale». «In secondo luogo – specifica Ceschi – non si valorizzano davvero gli insegnanti. I docenti dovrebbero essere già premiati per l’attività che svolgono con una retribuzione dignitosa, e per tutti. Su questo siamo gli ultimi assieme ad alcune realtà dell’est Europa e in Trentino abbiamo un aggravante: siamo la categoria che nei rapporti con la dirigenza, in proporzione, è pagata di meno: i dirigenti prendono infatti il triplo dei docenti».
E rispetto alla riforma sulle carenze formative Ceschi è lapidario: «Dopo anni che come Docet abbiamo detto che era necessaria, ora si arriva finalmente ad attuarla. Tuttavia il disegno è costruito con una complicazione “cervellotica” che rende addirittura quasi preferibile il sistema attuale».
P.Fi.
