L’assessora all’istruzione ha dichiarato che l’ipotesi di apertura della scuola primaria a luglio non sarà un prolungamento dell’anno scolastico. Ebbene, se non ci sarà alcun prolungamento – perché banalmente l’anno scolastico non può essere allungato di settimane solo in Trentino e la frequenza non potrà comunque essere obbligatoria – allora i docenti che accettassero di lavorare in luglio farebbero inevitabilmente altro, che scuola non è.
Dobbiamo inoltre convenire che la scuola durante l’anno richiede una cornice formale che durante l’estate non può e non deve esistere (sennò di che “benessere” parliamo, per i nostri alunni?). Una scuola degna di questo nome, nella sua bellezza e nella sua inevitabile fatica, non può essere elasticizzata a luglio senza diventare qualcos’altro. Non esiste il riposo se non esiste prima l’impegno. E viceversa.
Quindi l’operazione della scuola a luglio – come molte altre imposte dall’ipocrisia politica di chi intravede l’affare di scuole aperte un mese in più a costi irrisori – non ha niente di educativo o didattico; è solo una strizzata d’occhio all’ampio bacino elettorale costituito dai genitori. Due per ogni bambino, in progressione matematica e calcolo facilissimo.
#istruzione #scuolaprimaria #scuolatrentina #scuolaluglio #PianoEstate
