L’ossessione del 100. Ovvero, come non commentare gli esiti degli esami di maturità
Si continua a ripetere che l’attuale generazione di studenti è ansiosa, spaventata dal giudizio e incapace di fronteggiare gli insuccessi. È allora opportuno veicolare un’immagine così angosciante e competitiva dell’esame di maturità, nel quale sembra che l’unico obiettivo sia conseguire il massimo dei voti e magari la lode? Ha senso auspicare un Trentino dove aumentino le lodi e i voti d’eccellenza, o si tratta dell’ennesimo tentativo di rincorrere il confronto con altre regioni d’Italia dove – come ben sappiamo – risultati della maturità ed esiti delle rilevazioni Invalsi sono in evidente contraddizione? E più in generale: a chi giova questa retorica agonistica dell’esame che la carta stampata ogni anno alimenta?
Prima che cominci la sfornata dei voti della maturità 2026, proviamo a rispondere a questo e ad altri quesiti, molto importanti per l’immagine e più ancora per la concreta realtà del nostro sistema, nella prima delle Schede di Docet, che analizza nel dettaglio gli articoli dedicati dai quotidiani locali, nell’estate 2025, ai risultati dell’esame di Stato.
Ne seguiranno altre, sempre nell’ottica del fact checking che costituisce uno degli obiettivi programmatici della nostra associazione in questo primo triennio di vita.
